CBDC, Powell: ancora non è necessaria

La Federal Reserve statunitense è sì interessata allo sviluppo di una CBDC, ma al momento, sottolinea, “non c’è nessuna fretta”. A parlare è direttamente il presidente della Fed, Jerome Powell.

jerome powell  fed

Non c’è fretta per CBDC americana

Non stupisce di certo che gli Stati Uniti stiano pensando a una central bank digital currency, soprattutto dopo l’exploit cinese: tale constatazione però, almeno stando alle posizioni espresse finora non deve far pensare che l’istituto abbia una particolare fretta. Al momento infatti, come confermato da Powell nel corso di un’intervista con Yahoo Finance riguardante il ruolo delle banche centrali in merito all’inflazione e all’emergenza dettata dal Covid-19, non vi è ancora un piano ben definito legato ad un lancio.

E’ come se la Fed, a dispetto di tutto quello che si voglia far credere, non abbia nessuna fretta di dare vita alla sua valuta digitale. Ha spiegato infatti Jerome Powell:

Non abbiamo fretta, non dobbiamo essere i primi, abbiamo già un vantaggio effettivo che è quello di essere la prima riserva di denaro. Le CBDC presentano sia benefici che costi potenziali, e una serie di domande da risolvere. Noi ci stiamo impegnando con la tecnologia che le rende possibili”.

Parlando della possibilità di dare vita ad una CBDC, il presidente della Fed Jerome Powell spiega che ad influire nella ricerca delle risposte necessarie alla banca centrale statunitense per muoversi c’è anche il nodo di alcuni “attori privati” che stanno per emettere  la propria valuta. Anche se non viene nominata è facile pensare a Diem (Libra) e a Facebook: in fin dei conti si tratta di uno dei progetti più attesi tra quelli crypto del 2021.

Jerome Powell e le stablecoin

jerome powell stablecoin

Jerome Powell ha ovviamente parlato anche delle stablecoin, spiegando che la Fed presta molta attenzione anche a questo prodotto finanziario data l’importanza che sta conquistando nel mercato, spiegando che la Federal Reserve si occuperà del tema dando vita a una loro regolamentazione, discutendone anche con altri colleghi a livello internazionale, tipo la BCE e altre banche centrali.

A quanto pare questa intervista non è l’unico accenno a un possibile progetto di CBDC da parte degli Stati Uniti: si racconta da ormai un anno che l’istituto sarebbe impegnato in studi e test.  E se Tether nonostante la sua capitalizzazione di mercato pari a 20 miliardi di dollari non spaventa, di certo lo yuan digitale è un concorrente che deve essere osservato con attenzione.

Non si può trascurare il fatto che rischia di divenire un concorrente del dollaro in materia di riserve.

 

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