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Jay Clayton e la sua battaglia contro le criptovalute

Il 2021 potrà segnare un cambiamento per ciò che concerne la Sec e le criptovalute? Forse, visto che alla fine dell’anno, Jay Clayton vedrà concludersi il suo mandato alla guida della SEC, la Securities and Exchange Commission.

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Agenzia pronta al cambiamento?

E’ importante tenere conto di una cosa quando si parla dell’operato di questo manager e della sua agenzia: durante il suo mandato vi è stata una vera e propria guerra contro le ICO delle criptovalute, proprio in concomitanza con il loro momento di massima diffusione. Chiunque si troverà a sostituirlo l’anno prossimo di certo avrà a che fare con una bella gatta da pelare: da ciò che verrà deciso infatti ci si potrebbe trovare davanti a un cambiamento nell’uso delle criptovalute. Si potrebbe addirittura arrivare a ipotizzare l’inizio di un utilizzo decisamente più ampio anche da parte degli investitori istituzionali ma anche retail.

Nella nota relativa alla fine del mandato di Clayton la Sec ricorda come è stato vissuto dall’ente il boom delle ICO del 2017 e la bolla speculativa del settore:

A partire dal 2017, i mercati dei capitali statunitensi hanno subito un’improvvisa proliferazione di Initial Coin Offerings (ICO), prodotti che, pur rappresentando potenzialmente nuove frontiere della finanza, hanno anche attirato una notevole attività fraudolenta”.

Grazie ad alcuni uffici opportunamente dedicati la Sec è riuscita a bloccare le ICO fraudolente, mettendo però allo stesso tempo “in difficoltà” anche quelle oneste. L’esempio più evidente? Gram di Telegram: la ICO di questo token è stata protagonista di una battaglia legate serratissima e aspra che ha portato Telegram allo sfinimento e alla decisione di lasciar perdere sia al progetto della sua blockchain che a quello della sua criptovaluta.

Grande sfida per il suo successore

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Sono stati tanti i paletti messi dalla Sec, che tra le sue vittime illustri ha visto anche Kik. Quello che ci si chiede è se si procederà verso un importante cambiamento o se si punterà di più a un approccio conservatore. Clayton non ha mancato di evidenziare come con il duro lavoro, “diversificato e inclusivo“, la Sec sia stata capace di migliorare “la protezione degli investitori, promosso la formazione di capitale per le piccole e grandi imprese e permesso ai mercati di funzionare in modo più trasparente ed efficiente”.

E’ evidente che non sarà facile, per il prossimo presidente della SEC, continuare da dove Clayton lascerà. Dopo il 2020 e le sfide che ha apportato al sistema finanziario il mondo delle criptovalute non può più essere messo da parte ma necessita di essere incluso e regolato non come un “nemico” da abbattere ma come un supporto.

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