Microstrategy sceglie Bitcoin come riserva primaria

MicroStrategy ha fatto sapere di avere scelto come riserva primaria Bitcoin: un annuncio che non stupisce, pensando all’organizzazione stessa della società, specializzata in servizi alle imprese.

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Società importante che investe in Bitcoin

Microstrategy è attualmente quotata al Nasdaq e detiene il primato di più grande società indipendente di business intelligence presente in Borsa: una realtà da 2.400 dipendenti in tutto il mondo e una attività fiorente cresciuta negli anni. Annunciando la decisione presa la società ha anche rivelato di aver acquistato 21.454 BTC per un totale di circa 250 milioni di dollari “in conformità” alla strategia di allocazione del capitale resa pubblica assieme ai risultati finanziari del secondo trimestre di questo anno lo scorso luglio.

Sebbene per molti questo nome sia sconosciuto, i servizi di questa azienda, attiva dal 1989, sono utilizzati da molti brand importanti. Michael J. Saylor, Seo dell’azienda, ha spiegato in merito all’annuncio:

Il nostro investimento in Bitcoin fa parte della nostra nuova strategia di allocazione del capitale, che cerca di massimizzare il valore a lungo termine per i nostri azionisti. Questo investimento riflette la nostra convinzione che Bitcoin, in quanto criptovaluta più adottata al mondo, sia una riserva di valore affidabile e un asset di investimento attraente con un potenziale di apprezzamento a lungo termine maggiore rispetto alla detenzione di liquidità“.

Il manager ha sottolineato come fin dalla sua nascita i BTC hanno rappresentato una parte importante del sistema finanziario globale, con peculiarità che lo hanno reso perfetto per essere utilizzato sia dai consumatori che dalle istituzioni. Motivo per il quale il Bitcoin è stato riconosciuto dall’azienda come una “risorsa di investimento legittima che può essere superiore al contante“.

Strategia alla base della scelta del Bitcoin

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Il Ceo di Microstrategy ha spiegato, tra le altre cose, che questa scelta non è stato frutto di un capriccio ma che deriva da un lavoro di diversi mesi al fine di individuare la giusta strategia di allocazione del capitale.

La scelta di investire in Bitcoin è derivata da una serie di macro fattori che hanno e continuano ad avere il loro effetto sull’economia globale e sulla stessa politica aziendale in merito a eventuali rischi a lungo termine.

Secondo gli analisti della società la crisi economica e quella relativa alla salute pubblica, gli stimoli finaziari e il quantitative easing e ancora l’incertezza politica mondiale potrebbero portare tutti al deprezzamento del valore reale a lungo termine di diversi asset tradizionali e delle valute fiat. Ragione per la quale, tra le alternative, l’azienda specializzata in servizi alle imprese ha optato per l’investimento nei Bitcoin.

Bitcoin, spiega Saylor, “è l’oro digitale: più duro, più forte, più veloce e più intelligente di qualsiasi denaro che lo abbia preceduto”. E’ lecito quindi aspettarsi un aumento del suo valore.

 

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