Bitcoin Cash: cosa è come funziona

Il Bitcoin Cash è una criptovaluta derivata dal Bitcoin che a differenza di quest’ultima presenza, come principale differenza, la grandezza del blocco, che in questo caso passa ad 8 MB dagli originali 1 MB.

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Come funziona Bitcoin Cash

La grandezza del blocco di questa moneta digitale, per sua struttura, consente alla rete di elaborare un numero di transazioni molto più alto: una scelta che nasce per rendere la blockchain di Bitcoin Cash di essere in grado di competere in futuro, con quello che è il volume di informazioni tipiche di grandi dei pagamenti di Visa e Paypal.

Tornando a parlare della storia di questa criptomoneta, Bitcoin Cash è un prodotto relativamente giovane, lanciato nell’agosto del 2017, ma divenuto presto quello derivante dal Bitcoin che ha conquistato il maggiore successo finora. La sua nascita è legata al grande sovraccarico della rete Bitcoin del 2017: l’accumulo di blocchi nel maggio di quell’anno si tradusse in una lentezza esasperante delle transazioni che costrinse gli sviluppatori della crypto a trovare uno strumento che aiutasse ad aggirare il problema.

L’hard fork di Bitcoin Cash

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Venne sviluppato un protocollo di compromesso chiamato SegWit2x che avrebbe portato all’archiviazione di alcune informazioni al di fuori della Blockchain, e al tempo stesso ad un incremento della grandezza dei blocchi a 2 MB. Esso fu adottato nell’agosto del 2017 con il 95% dei consensi da parte dei miner e nel corso della conferenza Future of Bitcoin tenutasi ad Arnhem, in Olanda Amaury Séchet annunciò la prima implementazione del protocollo Bitcoin Cash, a suo tempo conosciuta come Bitcoin ABC.

Questo protocollo funzionò così bene che gli sviluppatori decisero di abbandonare il protocollo SegWit2x e di incrementare il limite di grandezza dei blocchi a 8 MB, annunciando però un hard fork, una separazione della rete.

Dopo la divisione, tutti coloro che possedevano Bitcoin hanno poi ricevuto la stessa quantità di token Bitcoin Cash: la nuova criptovaluta venne adottata così velocemente che Bitcoin Cash divenne la terza criptovaluta per capitalizzazione di mercato, dietro Bitcoin e Ethereum.

Sebbene l’operazione sia stata un successo, non tutti sono contenti dell’hard fork avvenuta: nel settore una simile azione viene sempre vista inizialmente come problematica. E la motivazione risiede nel fatto che molte persone considerano la procedura una violazione del principio fondamentale di immutabilità della blockchain. Ma non solo: nel caso specifico la vera paura è che necessitando maggiore potenza computazionale per generare blocchi più grandi vi sia il rischio di sparizione per i miner più piccoli che potrebbero soccombere.

 

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