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Bitcoin, ennesimo attacco di Jamie Dimon

Se c’è qualcosa che in ambito crypto è ormai una certezza sul lungo periodo è la contrarietà al Bitcoin di Jamie Dimon, presidente e CEO di JPMorgan Chase, il quale non ha mai fatto mistero di non “sopportare” questa materia prima.

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Dimon contrario ma JPMorgan preparata

Jamie Dimon non è un fan di Bitcoin, a prescindere dal suo valore (ora attorno ai 57mila dollari, N.d.R.) e da sempre non ha mancato di illustrarne debolezze e problematiche. Nelle scorse ore una stoccata più pungente delle solite: nel corso di un evento organizzato dall’Istituto di Finanza Internazionale ha infatti dichiarato:

Personalmente penso che il bitcoin sia senza valore, ma i nostri clienti sono adulti. Io non sono d’accordo ma se vogliono avere accesso per comprarsi bitcoin, non possiamo custodirlo ma possiamo dar loro un accesso legittimo, il più pulito possibile”.

JPMorgan è una società finanziaria che sa come muoversi e come investire al meglio: nonostante l’antipatia pregressa per Bitcoin non stupisce quindi che nel febbraio 2019 abbia annunciato una sua valuta digitale (JPM Coin) e che nell’ottobre dell’anno successivo la società abbia aperto una nuova unità dedicata alla Blockchain. In ultima istanza, ma non per importanza, lo scorso agosto ha dato ai propri clienti di gestione patrimoniale l’accesso ai fondi cripto.

Nonostante la personale visione anticriptovalute, Jamie Dimon non ha bloccato la banca dal prendere decisioni adeguate a farla rimanere al top del mercato finanziario, ovviamente prendendo tutte le precauzioni possibili.

Bitcoin bene senza valore

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Conversando con il CEO di Axios, Jim VandeHei a proposito di Bitcoin, il ceo di JPMorgan ha sottolineato come abbia sempre creduto che alcuni paesi lo avrebbero reso illegale, come accaduto in Cina e che questa criptovaluta in particolare sia da essere giudicata “un po’ come l’oro degli sciocchi”.

Come già sottolineato le posizioni nettamente contrarie al Bitcoin non rendono Jamie Dimon una persona che non si rende conto di quando un investimento o dare l’accesso allo stesso sia conveniente. E se per lui il Bitcoin è comunque un bene senza valore, si rende conto che per alcuni investitori e clienti è un po’ come le sigarette: fanno male ma sono comunque desiderate.

Al momento negli Stati Uniti si sta lavorando con più attenzione sul tema della regolamentazione dei mercati delle crypto e proprio in questo momento la squadra di Governo di Joe Biden sta valutando un ordine esecutivo che spingerebbe le agenzie federali americane a studiare e offrire raccomandazioni sul mercato delle criptovalute la sua gestione.

Prendendo in analisi la situazione e pur sottolineando che potenzialmente una maggiore regolamentazione delle criptovalute potrebbe avvenire nei prossimi tempi, Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, ci ha tenuto a sottolineare che gli Stati Uniti non seguiranno la via della Cina e quindi non vieteranno l’uso del Bitcoin nel Paese.

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